Mac Dèi Ricchi

 

Le Taxae Camaerae

Un contributo allo studio storico

 

I difensori della Chiesa a tutti i costi

La condanna delle idee non conformi a quanto interessa al potere dominante è un'occupazione che ha attraversato il tempo e i luoghi della nostra Terra. La vicenda delle “Taxae Camaerae” è un esempio di questa censura dai modi mutevoli e portata avanti da persone tra le più insospettabili.

Con questo titolo ci si riferisce a un tariffario in uso della Chiesa e con il quale alcuni papi, in particolare quelli del XVI secolo, avrebbero concesso l'assoluzione per una serie non indifferente di peccati. Usiamo “non indifferente” perché il problema è non solo la quantità di peccati che potevano essere assolti, ma anche la loro natura: tra i più gravi vi erano anche omicidi e matrimoni tra consanguinei.

Le Taxae Camaerae costituirebbero, quindi, una testimonianza sconvolgente contro la credibilità morale della Chiesa, tanto da costringere giornalisti famosi a scrivere anche su Internet per mettere in guardia i lettori da quella che sarebbe una delle "maggiori bufale anticattoliche"[1]. Per giustificare questa affermazione, gli apologeti cattolici si appellano ad una serie di pagine che si trovano nell'Internet Archive, sotto un sito dal nome.. Apologetica.org[2]. Pagine scritte da persone di cui non si conoscono le competenze in materia, tanto sembrano anonime. Se poi si prova a testare la validità di quanto asseriscono, allora le sorprese sono ancora maggiori.

Svolgendo una ricerca indipendente si scopre che la polemica sulle Taxae Camaerae era assai vivace nel mondo anglosassone dei secoli scorsi, e vide, ovviamente, contrapposti i protestanti ai cattolici. L'elenco di autori che si cimentarono nel difendere le proprie tesi sembra infatti molto nutrito[3], ma di tutti questi studiosi gli autori del sito Apologetica.org citano solo una minima parte[4]. Soprattutto evitano di riportare le considerazioni dei protestanti, i più attivi nel raccogliere i documenti originari e divulgarli.

Leggendo le invettive dei cattolici, tra i quali si pone ovviamente Apologetica.org, sembra che la polemica delle Taxae sia invece alimentata dai protestanti per infangare l'operato dei papi, soprattutto quello di Leone X (1513-1521). Ma, al solito, la faccenda non è proprio così.

 

Un teologo contro il papa

 

Un accusatore della Chiesa di Roma per la venalità con cui questa dispensava le sue assoluzioni, era proprio un teologo cattolico, tale Claude D'Espence[5]. Apologetica.org, con l'intenzione di ribattere punto per punto e difendere la Chiesa di Roma, non può fare a meno di considerarlo per smontarne il valore della testimonianza.

Questo teologo infatti non era una "bocca cucita"[6]. Se leggiamo la sua biografia scopriamo che aveva messo in dubbio i racconti della Leggenda Aurea, il famoso testo medievale che raccontava la vita di molti santi}; e venne sospettato di aver redatto un libro anonimo sul culto delle immagini, non ben visto dai colleghi dell'epoca.

Nonostante questi trascorsi, la sua qualità d'oratore gli valse l'appoggio dei potenti dell'epoca e per poco non venne nominato da papa Paolo IV cardinale a Roma. Inoltre partecipò anche alla preparazione del Concilio di Trento.

Siamo quindi di fronte a un teologo cattolico la cui opinione sulle Taxae Camaerae è importante, in quanto non era certamente interessato a denigrare, a mezzo di essa, la Chiesa in sé se non per redarguirla. D'Espence era tanto fedele alla Chiesa, quanto avversario delle idee dei protestanti, ma, con questi, condivideva l'avversione per le Taxae tanto da sentenziare “Che una volta tanto Roma si vergogni e smetta di divulgare per denaro cataloghi criminali di così bassa lega”.

Con queste parole il nostro teologo testimonia che:

 

- esisteva una pubblicazione in cui venivano assicurate, in cambio di denaro, l'assoluzione dei peccati e l'immunità, in modo che il "peccatore" potesse, a grandi linee, ritornare nella società come se "niente fosse stato"; partecipando quindi di tutti i diritti o i privilegi di una persona “non peccatrice”;

 

- questo libro era utilizzato dai ministri della Chiesa che, tramite i compensi previsti, traevano molto guadagno;

 

- D'Espence riteneva che il libro fosse una vergogna per la Chiesa di Roma e che avesse contribuito all'allontanamento dei fedeli nei paesi, come la Germania o la Svizzera, dove di conseguenza più forte era l'adesione alla religione protestante;

 

- la Chiesa di Roma fosse responsabile della divulgazione di tale libro con cui assicurava la pratica dell'assoluzione e l'immunità in cambio di soldi.

 

Apologetica.org cerca di ridimensionare queste accuse ma commette una grande omissione, ovvero di non aver rivelato che il libro di D'Espence era stato censurato dall’Inquisizione spagnola proprio nelle parti in cui scriveva delle Taxae Camaerae[7][8].

Tutto questo ci dimostra che l'Inquisizione non permetteva alcun dissenso, neanche se proveniva da membri qualificati della Chiesa stessa[9]. In più, per il caso in esame, si comprende che oltre alla questione delle Taxae, nelle critiche non potevano essere citati i nomi dei papi e degli uffici papali (nel nostro caso la Cancelleria Apostolica).

Per allontanare qualsiasi accusa contro le Taxae, tra i vari sotterfugi usati dagli apologeti cattolici vi è anche quello di configurarle come semplici elenchi di compensi per quelli che scrivevano i documenti di assoluzione. Senza scomodare i protestanti che anche su questo hanno ribattuto a dovere, è il nostro teologo che contesta questa e altre interpretazioni, definendole sottigliezze per negare l'avidità all'origine delle tasse papali[10]. Le parole di D'Espence sono decise e forti, e rendono nel migliore dei modi la situazione vergognosa creata dall'abuso delle imposte gestite dagli organi amministrativi, tanto sordidi da essere paragonati a delle grandi “stalle”[11] e che erano sotto la guida proprio del papa.

 

La versione di Pepe Rodriguez e quella di Wikipedia

 

La diatriba sulle Taxae Camaerae è piuttosto antica e ha ripreso vitalità, almeno nel mondo cattolico, con la pubblicazione di una sua versione da parte dello spagnolo Pepe Rodriguez[12].

Attribuendo la falsità a tutte le testimonianze che denigrano la Chiesa, e quindi anche a questa di Rodriguez, Apologetica.org conclude, come sostiene il titolo di una delle sue pagine, che la sua ricerca sarebbe "la storia vera di una menzogna"[13].

Con i nostri approfondimenti pensiamo di aver chiarito che lo studio di Apologetica.org è assolutamente carente, di parte, e metodologicamente sbagliato. Per cui le sue conclusioni lo sono altrettanto.

Con questo non ne discende che quanto divulgato da Pepe Rodriguez vada automaticamente preso per vero. Quello che invece preme evidenziare è che la veridicità della sua lista non è necessaria per testimoniare la storicità della Taxae Camaerae e dell’abuso che di esse ne fecero i papi del XVI secolo, soprattutto quelli appartenenti al casato dei Medici.

Quindi tutte le accuse fatte dallo studioso cattolico Vittorio Messori e dai redattori di Apologetica.org contro chi rimarca le azioni immorali della Chiesa basandosi sulle Taxae Camaerae, sono prive di ogni fondamento.

Ma l'opera dei difensori della Chiesa contro le Taxae non si è espressa solo in siti dedicati, perché con l'avvento di Wikipedia quello che normalmente si trova nei libri o nel Web finisce prima o dopo in qualche pagina di questa immensa enciclopedia. Non poteva quindi mancare una pagina dedicata alle Taxae Camaerae, anche se malamente titolata nello stesso modo utilizzato da Pepe Rodriguez ("Taxa Camarae")[14]. Purtroppo quella pagina diventa un ulteriore esempio per mettere in guardia chi fa uso in maniera indiscriminata del Web. Infatti la bibliografia che riproduce è semplicemente estrapolata dal sito Apologetica.org, che è limitata e di parte}. Il contenuto è carente nei principi basilari che riguardano la verificabilità delle notizie[15]. Riporta infatti più che altro notizie che derivano da Apologetica.org e le conclusioni sono completamente in simbiosi con quelle tratte da questo sito tanto impegnato ad evitare la "calunnia" alla Chiesa. Vengono chiamati in causa i pareri dei cosiddetti "storici", senza però mai qualificarli, inserendo affermazioni tanto generiche che danno adito al sospetto che si sia voluto passare per certezze delle opinioni personali.

Invece che rincorrere l'ipse dixit, sappiamo che una valida componente dell'informazione corretta è quella delle fonti che devono essere note e accessibili a tutti. Purtroppo questa è una pecca della pagina di Wikipedia in esame, persino nel momento in cui dovrebbe citare i nomi delle persone che fanno affermazioni impegnative. Tanto entusiasmo in chi pensava di redigere una pagina esaustiva per Wikipedia, andava quantomeno equilibrato con adeguati approfondimenti, come dovrebbe fare chiunque ha a cuore la verità, sebbene a volte sia più indigesta di quella che ci piace assaporare.

Solo allora non esisteranno più "apologeti" né verranno bollati come "anticlericali" quelli che scoprono qualcosa di diverso da quanto propaganda la Chiesa, escludendoli automaticamente da quella indefinita elite di studiosi chiamati "storici".

 

 

Per un approfondimento, cfr. M. Dèi Ricchi, Le immagini del mistero - Le Taxae Camaerae, 2016, Deiricchi.it

Vedi anche P. Rodriguez, La Taxa camarae del Papa Leon X, 1997, Pepe-rodriguez.com